S’inaugura giovedì l’Ecomuseo della Campania felix. Un progetto per la valorizzazione del territorio all’insegna di qualità, prodotti tipici e partecipazione. L’Ecomuseo della Campania felix è pronto. Questo progetto ambizioso di Legambiente Campania, gestito dai volontari del circolo Legambiente Geofilos e finanziato da Fondazione con il Sud, s’inaugura giovedì 21 marzo nel comune di Succivo in Campania, all’interno del bellissimo complesso tardo medievale del Casale di Teverolaccio finalmente ristrutturato.
Nel pomeriggio sarà tagliato il nastro del giardino del principe e dei locali adibiti per le attività dell’ecomuseo e della tipicheria, un locale-vetrina di cultura e tradizione dove gustare prodotti regionali DOC e DOP, che ospiterà per l’occasione l’incontro Quattro chiacchiere in tipicheria: l’Ecomuseo tra la bellezza e il futuro.
Alla cerimonia è prevista la partecipazione del sindaco di Succivo Antonio Tinto, dell’amministratore di Legambiente Nunzio Cirino Groccia, del presidente della Fondazione con il Sud Carlo Borgomeo, del presidente del circolo Legambiente Geofilos Antonio Pascale, del presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo e del coordinatore della segreteria nazionale dell’associazione Maurizio Gubbiotti, insieme a Tommaso De Simone, presidente della Camera di Commercio di Caserta, Daniela Nugnes, consigliere per l’agricoltura della Regione Campania, Giovanni Romano, assessore Ecologia, Tutela dell’ambiente e
disinquinamento della Regione Campania.
L’evento è una delle tappe della Carovana della bellezza di Legambiente che sta percorrendo l’Italia. In linea con la proposta di legge presentata dall’associazione per accendere i riflettori sul tema della bellezza come motore di un cambiamento possibile  e tutelare il patrimonio paesaggistico dell’Italia grazie all’attivazione di processi di trasformazione dei territori fondati sulla qualità.
All’incontro inaugurale in tipicheria parteciperanno tutti i partner del progetto Terra Felix, per raccontare e mettere in evidenza come l’Ecomuseo nasca con l’intenzione di attivare processi di sviluppo territoriale fondati su “cultura e bellezza” quali fattori decisivi su cui costruire il futuro.
L’obiettivo del progetto è, infatti, quello di realizzare un polo culturale di riferimento per la sensibilizzazione e la promozione dell’ambiente, delle tradizioni artigianali, agro-alimentari ed eno-gastronomiche del territorio.
“Le diversità e le bellezze di un territorio dovrebbero essere sempre tutelate per garantirne il passaggio alle future generazioni – dichiara Nunzio Cirino Groccia, amministratore di Legambiente  – ma spesso risulta un compito molto difficile.

E’ la ragione che ha spinto a dare vita all’Ecomuseo Terra felix e creare un sistema di ricerca, di documentazione, valorizzazione e promozione del territorio insieme alla comunità locale, attraverso un processo dinamico di sviluppo locale sostenibile. Come scriviamo nella proposta di legge, infatti, è nell’intreccio inestricabile tra natura e sapiente intervento antropico, nelle tante declinazioni culturali e sociali del concetto di qualità che si racchiude il meglio dell’identità e della storia italiana e,  al contempo, una chiave per immaginare un altro futuro, oltre la crisi”.
“L’idea di ecomuseo – aggiunge Antonio Pascale presidente del circolo Legambiente Geofilos – rappresenta l’alternativa al museo tradizionale e si distingue perché non privilegia collezioni storiche particolari, ma mette al centro i valori ambientali e culturali di un dato patrimonio ed è sempre in contatto con le comunità locali. Il suo punto di forza è la capacità di riconoscere e valorizzare le risorse storico-culturali e ambientali dei luoghi, le tradizioni, i saperi antichi. Per questo, può generare processi sostenibili di cambiamento nell’agro atellano e aversano; per la sua speciale composizione può attivare la bellezza insita nello spazio e nella quotidianità della comunità che lo ospita e lo anima. A questo scopo è stato pensato e realizzato”.

L’Ecomuseo Terra felix si propone di orientare lo sviluppo del territorio di “Terra di lavoro” in una logica di sostenibilità ambientale, economica e sociale, di responsabilità e di partecipazione dei soggetti pubblici e privati e dell’intera comunità locale, ma soprattutto di creare una vera identità locale come opportunità di sviluppo economico e di integrazione sociale, accrescendo il senso di appartenenza ad uno dei territori culturalmente più ricchi  della  Campania.
Il complesso di Teverolaccio ospita un centro di documentazione della cultura rurale campana, arricchito da testimonianze fotografiche e descrittive di tradizioni, credenze, usi e costumi locali e uno spazio espositivo dedicato a una collezione di arnesi e strumenti agricoli tradizionali. Sono previsti, inoltre, l’attivazione di percorsi formativi, per il recupero della coltura e della “vite maritata”; visite guidate alla riscoperta delle antiche colture, come l’asparago e il vino asprinio; un calendario di eventi, mostre, tavoli informativi e convegni e un sito internet dedicato all’Ecomuseo virtuale.
La tipicheria è il risultato di anni di lavoro alla ricerca del modo più efficace per promuovere il meglio del territorio, all’insegna del bello e del buono, del sano e del vero, dell’etico e del giusto: nulla di artefatto, nessun ingrediente segreto ma semplicità ed esperienza unite a prodotti genuini e materie prime sapientemente selezionate. Caratteristiche arcate in tufo, soffitti di legno e mangiatoie in pietra originali del 1600 fanno da sfondo alle sale conviviali. E’ il luogo ideale per convertire la classica uscita familiare fuori porta in un’esperienza che unisce sapori e valori: si collabora alla raccolta di ortaggi e spezie per la preparazione dei piatti, si riducono al minimo gli avanzi e si partecipa alla separazione dei rifiuti e al compostaggio, si comprendono i cicli della natura e il “vero sapore” dei prodotti della terra.

L’appuntamento del 21 si concluderà con la visita all’ecomuseo che ospita la mostra fotografica: “I giorni della canapa. Storie per immagini in terra di lavoro”, del maestro Salvatore Di Vilio. Poi con una festa: musica, teatro e degustazione di prodotti della tipicheria, tutti a km zero e realizzati nel pieno rispetto delle pratiche agricole sostenibili.